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mercoledì, 30 Settembre 2020
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La festa di S. Antonio di Padova a Palata. Una tradizione antica che trova nuovo lustro.

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La festa di S. Antonio di Padova a Palata. Una tradizione antica che trova nuovo lustro.

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Il giorno 13 giugno, la comunità di Palata ha vissuto una giornata intensa e piena di spiritualità in occasione della festa di S. Antonio di Padova; la quale, a sua volta, è stata preceduta dalla “tredicina” di preghiera in onore del Santo.

Lunghi sono stati i preparativi all’evento; infatti, grazie al lavoro delicato e certosino svolto dal parroco don Elio Benedetto, coadiuvato dagli esuberanti giovani della parrocchia (con i quali si è creata anche una splendida e profonda sinergia), si è riuscito a riportare in auge – dopo circa cinquant’anni – una delle più belle tradizioni paesane: consacrare a Sant’Antonio i bambini del paese, a loro volta vestiti con il tradizionale saio francescano che, per tali occasioni, prende anche il nome di “monaciello” o “monachello”. Quest’anno, sono stati ben dodici i fanciulli che hanno ricevuto la benedizione delle vesti; insomma, numeri apprezzabili considerando il fatto che tali tradizioni si sono sempre più diradate nel tempo fino a scomparire del tutto dall’immaginario cittadino.

Questo clima particolare, poi, segnato da una spiritualità rinvigorita – come si diceva anche in precedenza – parte da lontano. Una scintilla scoccata diversi mesi fa; un vero e proprio capannello di giovani, infatti, ha manifestato al parroco don Elio il desiderio di dare nuovo lustro a tale usanza, dimostrando un non comune attaccamento e una fine sensibilità alle radici del proprio paese. Il sacerdote, a ragion del vero, non ha lasciato che tale intento si spegnesse nel tempo e, con acume e sottile lungimiranza, in sintonia con il Comitato Feste, ha dato seguito a tale invito, mostrando così anche una grande attenzione verso tutte quelle tradizioni popolari appartenenti al substrato palatese.

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Il giorno 12 giugno, dunque, al vespro nella vigilia della festa di Sant’Antonio, come antica e contadina usanza, carristi con i buoi si sono radunati in coro al fine di sfilare in corteo per le vie cittadine fino a giungere davanti alla chiesa parrocchiale dove hanno ricevuto la benedizione impartita da Don Elio. L’emozione di tali frangenti è stata talmente considerevole che tutti i convenuti si sono commossi nel rivivere un’antica quanto bella tradizione.

In conclusione, ma non ultima per importanza, da segnalare anche la benedizione del pane e il raggiante spettacolo pirotecnico che ha rallegrato la festa vera e propria del giorno 13. Numerose persone – giunte anche dai paesi limitrofi – hanno gremito fino all’orlo il piazzale antistante la chiesa parrocchiale, per poi partecipare con devozione alla celebrazione della Santa Messa e alla compunta processione per le vie del paese che a quest’ultima ha fatto seguito. La sfilata dei carri colmi di bambini, ornati da fiori di cartapesta fatti a mano e trainati dai buoi, ha così ricalcato – in modo esemplare – l’ultimo pellegrinaggio in vita del santo di adozione padovana.

Ancora una volta, non si può non sottolineare questo lavoro sinergico tra il parroco, i carristi, le famiglie e i gruppi di giovani. Don Elio Benedetto il primo a coglierne il senso, tanto che, a più riprese, non ha esitato a ringraziare tutti coloro i quali si sono adoperati al meglio per addobbare e decorare i carri e i buoi in onore del santo.

Un apprezzamento composto e meritato va anche e soprattutto al Comitato Feste che ha saputo organizzare, allestire e curare gli aspetti più tecnici dell’evento garantendo così l’ottima riuscita della rinnovata tradizione stessa.

Giuseppe Gravante

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Giuseppe Gravantehttp://www.spesalvi.it
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense, Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.

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