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domenica, 27 Settembre 2020
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Halloween: No grazie!

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Halloween: No grazie!

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PARROCCHIA S.MARIA LA NOVA

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Nella Chiesa vi sono posizioni di aperta condanna nei confronti di Halloween, ritenendo che essa sia una festa satanica, e che quindi chi la festeggia adori inconsciamente Satana.

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Alcuni vescovi cattolici si sono espressi più volte contro tale festa[3][4]

Il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, ha detto tra l’altro:

« La sovrapposizione delle due feste (Halloween, Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti) smaschera la chiara intenzione di soppiantare la festa di Tutti i santi e quella consecutiva dei defunti. È sopraffazione (…). Va da sé che anche in nome del solo buon senso le comunità cristiane non si prestano a dare attuazione a tale fenomeno. Che altro non sa se non di paganesimo consumistico. Il cristiano ha ben altro da testimoniare nei riguardi dei defunti che ci hanno preceduto nella realtà del mondo dei risorti nel Risorto, nostra vera speranza. »

In altra occasione scrisse:

« L’anglosassone Halloween è ormai sbarcato in forze sulle coste del mare nostrum, facendo dimenticare nel giro di pochi anni tutti i santi e i vicini defunti. »  (Cristiani si nasce, pagani si diventa, Lettera del 17 marzo 2010)

Don Oreste Benzi affermò in uno dei suoi ultimi appelli:

« Vogliamo che i nostri figli festeggino il giorno di Ognissanti con i demoni, il mondo di satana e della morte oppure con gioia e pace vivendo nella luce? Esortate i vostri figli dicendo loro: Vuoi giocare e divertirti con i demoni e gli spiriti del male o invece scegli di gioire e far festa con i santi che sono gli amici simpatici e meravigliosi di Gesù? »

Dopo la morte di don Benzi, il portavoce dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII affermò che Halloween è un “giorno particolare significativo per i satanisti in cui vengono celebrate numerose messe nere e riti satanici”.

Secondo l’associazione fondata da don Benzi “l’elogio del macabro, non sarebbe altro che un modo subdolo per avvicinare anche i più piccoli al Satanismo”

Il giorno 31 ottobre mettere un lume nelle finestre ed esporre le immagini dei SANTI
Il sito dei papaboys crea «Holyween». Il capo dei vescovi organizza un itinerario cristiano

L’offensiva cattolica anti Halloween

Marce, dolcetti, chiese aperte di notte per la festa. «Esponete i Padre Pio»

(Aldo Liverani)
CITTÀ DEL VATICANO – Treats or tricks, dolcetti o dispetti? E sabba da discoteca, vestiti da menagramo, zucche ghignanti. C’è chi, come il compianto vescovo Alessandro Maggiolini, con saggezza gastronomica osservava che «le zucche sono buone per farci i tortelli». Il cardinale Carlo Maria Martini fu tra i primi, anni fa, a notare desolato che «questo tipo di feste è estraneo alla nostra tradizione, a valori immensi come il culto dei defunti che apre la speranza all’eternità». Il più duro è stato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nel pieno della polemica sui crocifissi nelle scuole: «L’Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche e ci toglie i simboli più cari! No, Halloween non mi piace per niente, anche se arrivo dalle parti di Vercelli e mi piacciono i Celti…».

Festa pagana, festa consumistica, festa aliena: no, decisamente alla Chiesa non è mai piaciuto quel carnevale lugubre alla vigilia («Eve») di Ognissanti(«All Hallows»). Eppure non tutti i dispetti vengono per nuocere. Con buona pace dei rosarioni «riparatori» organizzati ogni anno contro «il capodanno di Satana» – secondo la sobria definizione del Gruppo di ricerca sulle sette di Imola – si fa strada l’idea che le zucche, tutto sommato, abbiano funzionato come «una provocazione provvidenziale», sorride monsignor Domenico Pompili, portavoce della Cei.

Così a Genova, dov’è arcivescovo il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, il Museo della diocesi ha ideato per sabato un itinerario nel centro storico alla riscoperta delle tradizioni, dal Chiostro dei Morti alle raffigurazioni pittoriche dei santi, con tanto di dolcetti autorizzati dalla nostra storia: come le «fave dei morti» fatte con pasta di mandorle, vaniglia e cioccolato. E intanto i «papaboys» del progetto «Sentinelle del mattino» (sentinelledelmattino.org), creato da don Andrea Brugnoli, hanno lanciato via Internet e Twitter la festa di «Holyween», la notte dei santi: la sera del 31 ottobre, alla faccia di «streghe e zombie», invitano parrocchie e cittadini a esporre alle finestre le immagini di santi e beati, da Padre Pio a Madre Teresa e Chiara Badano. Parteciperanno almeno trenta città, da Torino a Palermo, e in comuni come Pordenone, Ravenna, Padova e Città di Castello una chiesa rimarrà aperta nella notte. Tra l’altro la mattina dell’1 novembre, a Roma, si corre la terza edizione della «Corsa dei santi», maratona benefica organizzata dai salesiani.

Non cambia il giudizio su Halloween, insomma, ma la strategia. «Dalla fase di critica si è passati a iniziative per riscoprire il significato di Ognissanti», spiega monsignor Pompili. «Del resto, la memoria dei defunti riceve significato dalla festa dei santi che la precede: nulla di triste o lugubre, perché i morti sono coloro che ci hanno preceduto nel cammino verso la vita eterna…».

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