..::B e n v e n u t i::..
 

Dal messaggio per la Dedicazione della chiesa...

Oggi 25 marzo 2004, solennità dell'Annunciazione del Signore, finalmente dopo quattro anni, siamo pronti a riaprire la "nostra Casa" e soprattutto perché, con un solenne atto di consacrazione, viene Dedicata alla Santissima Trinità, in onore di Santa Maria La Nova. Non è la chiesa edificio che fa la comunità, ma è la comunità dei credenti che fa e costruisce la propria chiesa. La comunità di Palata ne è un esempio: da cinque secoli, dal suo nascere e nel suo crescere, è frutto del cuore generoso e della partecipazione convinta di fedeli attivi, che hanno prestato mani e forze in spirito di solidarietà, fraternità e comunità. La scelta della solennità dell'Annunciazione contiene un grande significato, perché la Santa Chiesa è iniziata con l'Annunciazione: il Verbo di Dio è entrato nella carne, si è fatto Uomo e ognuno di noi è il Tempio di Dio, da costruire ogni giorno, da far funzionare dentro di noi, dove si muove la Grazia della Santissima Trinità. Leggi tutta la storia - ->

DON ELIO BENEDETTO

..::Pasqua e Settimana Santa::..

 

La Pasqua

Riflessione sulla Pasqua

Gibran

Mi stavo incamminando verso i campi, quando lo vidi portare la Sua croce; e lo seguiva una gran folla. Allora anch'io camminai al suo fianco. Quel pesante fardello lo costrinse a fermarsi più di una volta, perché il suo corpo era stremato. Allora mi si avvicinò un soldato romano, e disse: "Tu, che sei saldo e robusto, porta la croce di quest'uomo". A quelle parole il cuore mi si gonfiò nel petto e provai gratitudine. E portai la Sua croce. Era pesante, fatta di pioppo impregnato di piogge invernali. E Gesù mi guardò. E il sudore della fronte gli scorreva sulla barba. Ancora mi guardò, e disse: "Bevi anche tu questo calice? Vi accosterai le labbra insieme a me fino alla fine dei tempi". Così dicendo pose la mano sulla mia spalla libera. E procedemmo insieme verso la Collina del Cranio. Ma io non sentivo più il peso della croce. Sentivo solo la sua mano. Come ala di uccello sulla mia spalla. E arrivammo in cima alla collina, e là dovevano crocifiggerlo. Fu allora che avvertii il peso della croce. Non disse parola mentre gli conficcavano i chiodi nelle mani e nei piedi, e dalle sue labbra non uscì lamento. E non tremarono le Sue membra sotto il martello. Sembrava quasi che le Sue mani e i Suoi piedi fossero morti, per rivivere solo nel bagno di sangue. E Lui sembrava desiderare quei chiodi, come un principe desidera lo scettro, e sembrava implorare che lo innalzassero alle vette. E il mio cuore non lo compiangeva: ero troppo preso da meraviglia. Ora, l'uomo al quale ho portato la croce è divenuto la mia croce. Se mi dicessero ancora: "Porta la croce di quest'uomo", io la porterei fino a quando la mia strada si chiudesse nel sepolcro. Ma gli chiederei di tenermi la mano sulla spalla. Accadde molti anni fa; e ancora oggi, seguendo i solchi del campo, e in quel sopore che precede il sonno, rivolgo spesso il pensiero a quell'uomo che amo. E sento la sua mano alata, qui, sulla spalla sinistra."

 

GIOVEDI' SANTO - IN COENA DOMINI

07 aprile 2014

Galleria fotografica
 

DOMENICA DELLE PALME

13 aprile 2014

Galleria fotografica
 
..::In primo piano::..
 

50° Matrimonio Di Rocco Angelo e Murazzo Maria

aprile 2014

Galleria fotografica
 

Decimo anniversario di dedicazione

della chiesa parrocchiale

25 marzo 2014

Galleria fotografica
 
Il saluto al vescovo di Don Elio

Saluto e ringrazio il nostro Vescovo per la sua presenza in mezzo a noi in occasione del 10°anniversario della Dedicazione della nostra Chiesa Parrocchiale S.Maria La Nova, in questo giorno solenne dell’Annunciazione del Signore. Vorrei accennare, tra i tanti di questo nostro convenire, a 2 motivi che a me sembrano importanti che rendono significativa questa giornata: Il 1° La Memoria Grata,  2° La Comunione Fraterna
1° La Memoria Grata. Nell’Evangelii Gaudium n.13, Papa Francesco ci dice:“Neppure dovremmo intendere la novità di questa missione come uno sradicamento, come un oblio della storia viva che ci accoglie e ci spinge in avanti. La memoria è una dimensione della nostra fede che potremmo chiamare “deuteronomica”, in analogia con la memoria di Israele. Gesù ci lascia l’Eucaristia come memoria quotidiana della Chiesa, che ci introduce sempre più nella Pasqua (cfr Lc 22,19). La gioia evangelizzatrice brilla sempre sullo sfondo della memoria grata: è una grazia che abbiamo bisogno di chiedere. Gli Apostoli mai dimenticarono il momento in cui Gesù toccò loro il cuore: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39). Insieme a Gesù, la memoria ci fa presente una vera «moltitudine di testimoni» (Eb 12,1). Tra loro, si distinguono alcune persone che hanno inciso in modo speciale per far germogliare la nostra gioia credente: «Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la Parola di Dio» (Eb 13,7). A volte si tratta di persone semplici e vicine che ci hanno iniziato alla vita della fede: «Mi ricordo della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce» (2 Tm 1,5). Il credente è fondamentalmente “uno che fa memoria”.
In questo contesto allora diciamo grazie a tutti coloro che hanno iniziato e contribuito nel tempo alla costruzione di questo tempio sino ad oggi, e a tutti coloro che hanno contribuito a far nascere a crescere la nostra fede.
2° Il secondo motivo è che innanzitutto la Chiesa è il luogo come esperienza di comunione: dobbiamo sempre ricordare a noi stessi che prima c’era la “comunità” dopo, “il tempio”, perché l’esperienza dell’essere Chiesa è sostanzialmente un’esperienza di comunione nella Santissima Trinità. Il tempio/edificio ha valore in quanto è a servizio di questa esperienza di fraternità. Infatti, quando siamo stati battezzati – nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo – siamo entrati nella familiarità di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Quindi il battesimo, non riguarda la persona, ma riguarda la comunità perché ogni battesimo è un regalo della Trinità alla comunità, perché il criterio della nostra vita è “comunione” e “fraternità”.
EG n.99 - “Ai cristiani di tutte le comunità del mondo desidero chiedere specialmente una testimonianza di comunione fraterna che diventi attraente e luminosa. Che tutti possano ammirare come vi prendete cura gli uni degli altri, come vi incoraggiate mutuamente e come vi accompagnate: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). È quello che ha chiesto con intensa preghiera Gesù al Padre: «Siano una sola cosa … in noi … perché il mondo creda» (Gv 17,21). Attenzione alla tentazione dell’invidia! Siamo sulla stessa barca e andiamo verso lo stesso porto! Chiediamo la grazia di rallegrarci dei frutti degli altri, che sono di tutti.” EG n.14 - “La Chiesa non cresce per proselitismo ma «per attrazione».”
EG n.100 - “Ma se vedono la testimonianza di comunità autenticamente fraterne e riconciliate, questa è sempre una luce che attrae.”
EG n.101 - “Chiediamo al Signore che ci faccia comprendere la legge dell’amore. Che buona cosa è avere questa legge! Quanto ci fa bene amarci gli uni gli altri al di là di tutto! Sì, al di là di tutto! A ciascuno di noi è diretta l’esortazione paolina: «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene» (Rm 12,21). E ancora: «Non stanchiamoci di fare il bene» (Gal 6,9).”
Cerchiamo di vivere questa circostanza della dedicazione della chiesa per scoprire la bellezza di essere gli uni per gli altri uno stimolo continuo per una comunione che oggi è sacramentale in questa chiesa, ma un giorno, quando sarà abbattuta questa chiesa…. per costruirne un’altra, quella della Gerusalemme del cielo, perché tutto ciò che è “muro” è provvisorio,e noi entriamo nella vera chiesa, quella della Gerusalemme del cielo nella quale saremo eternamente dissetati, seguendo l’Agnello ovunque egli vada.
In questo giorno dell'Annunciazione del Signore che secondo alcuni Padri è giustamente detta "la Pentecoste di Maria" (S. Bulgakov) o la proto-Pentecoste della Chiesa, nel mese dedicato a S. Giuseppe, sia fervida la nostra preghiera perché la Santa Famiglia di Nazareth sia il modello ispiratore della Parrocchia, famiglia di famiglie, nella memoria grata e nella Comunione fraterna.
Don Elio Benedetto Parroco  

 

Articolo di Leone Michelina

“Oggi qui si fa festa” sono le parole del ritornello di una delle canzoni che i fanciulli del coro “Le dolci note dell’Acr” di Palata hanno cantato per la ricorrenza del 10° anno della dedicazione della Chiesa Parrocchiale “Santa Maria La Nova” del piccolo centro del basso Molise. Anche se siamo CONTINUA->

 

S. Messa animata dai fidanzati prossimi al Matrimonio e Processione di S.Giuseppe 23-04-2014

24 marzo 2014

Galleria fotografica
 
 

 

 

..::Parola di Dio: una proposta::..

 

              
Pubblicazione commenti: venerdì.
   

Pasqua - Anno A -20 aprile 2014

 

Non temo la morte per amore della vita.

di Giuseppe Gravante
 
 
Leggi Commento...
 
Archivio commenti
 

 

..::Sito web don Elio::..

 

Don Elio consegna
il "CD FIDES"
A Papa Francesco
 
20 NOVEMBRE 2013
 

vai al sito web...
 
 

 

Presentazione "FIDES, tra buio e luce"
Sabato 26 ottobre 2013, ore 20.30

 

Galleria fotografica
Alcuni articoli

 

 
Don Elio
parroco e cantautore
 

vai al sito web...

 
..::Respiro diocesano::..

 

 

  Spiritualità
Il Padre ci vuole felici: Esercizi spirituali al Popolo dettati dal Vescovo
   
  Coppie
Incontro diocesano fidanzati
   
Sito web diocesano

 

..::Facebook::..

 

..::Servizi::..
 



Comitato 
Feste
a

Caritas
e Missioni
a

Coro 
Parrocchiale
         

Servizio 
decoro chiese
 

Gruppo
audio-video
 

Confraternita
San Rocco